La pagella della settimana

La pagella della settimana

11 marzo 2019

Eccoli, che arrivano. Tra loro anche l’onorevole Paolo De Castro. Confesso, invece, di felicitarmi per questa autorevole visitina, sono infastidito. Spero di non sbagliarmi ma credo che in questi cinque anni da lui trascorsi nel Parlamento europeo (partito socialista europeo) quale Vice Presidente della commissione agricoltura e sviluppo rurale, non sia mai venuto in Polesine. Ora, a due mesi dal voto, cala a Porto Tolle e si fionda a Rovigo in Confagricoltura. Ho appurato che era candidato nella nostra Circoscrizione. Quindi, secondo il sottoscritto, doveva farci visita appena eletto, cinque anni fa, per illustrarci progetti, proposte e possibilità di finanziamenti. Non ora per “rifinanziare” se stesso se, immagino, sarà ricandidato. Trovo sia, velatamente, una forma di disprezzo, quella di presentarsi all’ultimo momento per raggranellare un po’ di voti da quei polentoni tra Adige e Po. Voto 4

Durante la mia giovinezza correva un detto: o sei felice o diventi filosofo. Leggo del malessere di un filosofo, appunto. Ritornato all’insegnamento dopo aver trascorso una legislatura in parlamento come deputato. Diego Crivellari si lamenta pubblicamente di quanto sta accadendo nel PD di Rovigo. Soffre e critica la gestione del partito che sarebbe appannaggio, diciamolo, dei Romeo e C. Questo legittimo dolore però mi stupisce. Anche i sassi sanno che l’ex senatore Domenico è imbattibile nel raccogliere tessere e consensi. Quindi, per una persona attenta come Crivellari, due sono le strade. O accetta le “regole democratiche” che si è dato il PD sui metodi di elezione di congressi, candidati ed altro, e si attrezza per superare e battere il contendente con gli stessi strumenti forniti dal partito, oppure non gli rimane che una alternativa. Cambiare partito. Il pacifista, Gandhi, suggeriva: cambia te stesso e cambierai il mondo. Voto 5

Assisto con piacere al riaffacciarsi alla vita pubblica di Antonella Bertoli. Una donna intelligente che in passato ha rivestito ruoli importanti, oltre ad aver affrontato dure prove che il vivere ci propina. Nel giorno dell’8 marzo, Festa delle Donne, ha relazionato nella sala consiliare della Provincia sulla parlamentare Angelina Merlin. Non ho assistito, ma esprimo un mio pensiero, sulle conseguenze della legge che porta il suo nome è fece chiudere i “Casini”. Tema oggi scottante.  Ho letto libri quali “Odore di cipria” o “Lettere dalle Case Chiuse”, dove queste “signorine” scrivevano alla parlamentare padovana ringraziandola per averle sottratte dal “mestiere più vecchio del mondo”. Come sapete, la situazione non è certo migliorata, anzi. Mi trovo concorde sull’analisi svolta dall’ex procuratore di Venezia, Carlo Nordio, che ha affrontato dalle pagine di un quotidiano, da illuminato cittadino laico, il problema. Rispettando, ci mancherebbe, ma criticando la recentissima sentenza della Corte Costituzionale che esclude una possibile riapertura, auspicata dalla Lega. In tutta Europa i legislatori hanno prodotto normative chiare per le donne, e anche gli uomini, che desiderano percorrere volontariamente questo antico “mestiere”. Tutelando salute fiscalità e decoro. Togliendo da strade e periferie urbane spettacoli indecorosi che si accompagnano sovente a sfruttamento droga e violenza. Un Paese come il nostro, costituito purtroppo da falsi moralisti, che finge di non vedere inventandosi strampalate analisi psico-sociologiche in difesa della donna, è solo ipocrita. Voto 3


Corrono “sberle” tra l’onorevole Piergiorgio Cortellazzo, commissario di Forza Italia in Polesine, e un suo iscritto, Renzo Marangon. Nonostante  detengano i rispettivi numeri di telefono nelle loro rubriche telefoniche, pare non si siano mai telefonati. Cortellazzo ha sferrato una rasoiata sulla cresta di Marangon, offrendogli uno dei trentadue posti della lista che il partito di Berlusconi presenterà alle prossime elezioni comunali rodigine. Immediatamente è partita la contro replica. Renzino, tramite i giornali, ha annunciato una sua “lista di disturbo”, inserendovi i nomi di una serie di persone “a loro insaputa”, molte dei quali, come lui, ex “Tosiani” invisi anche ai leghisti. Metà dei nomi si sono immediatamente dissociati. Da questa tenzone ricevo però conferma di mie ipotesi, avanzate in un precedente articolo. Primo: l’onorevole è stato più volte immortalato quale ospite alle cene marangoniane. Renzo ha sostenuto che i partecipanti sono da lui personalmente invitati. Visto che non si parlano, che mezzo avrà utilizzato per far accorrere Cortellazzo?  Secondo: le sue adunate sono solamente mangerecce, e di “politico” hanno solo il prezzo. Vi hanno partecipato, come detto “fratelli coltelli”, socialisti comunisti e opportunisti. A diciotto euro: antipasto primo secondo dolce acqua vino, in allegra compagnia, via da casa senza la muiere. Chi non accetterebbe? Voto 5


Cristina Folchini è la presidente di ASM Set. Il 51 % delle cui azioni sono detenute da ASM s.p.a. Quindi la sua nomina è opera del sindaco del comune di Rovigo tramite ASM, di proprietà al 100%. La determinata signora, ha certamente doti positive e una legittima e straripante voglia di imporsi. Scorda però i doveri di chi amministra soldi pubblici, anche dietro il paravento di “società di diritto privato”, dei cittadini rodigini, che richiederebbe la totale e massima trasparenza. Se si decide di fare pubblicità sui giornali si deve conoscere quanti euro si investe sul tale quotidiano, quanti sull’altro eccetera eccetera. Senza nascondere nulla. Male non fare paura non avere. Questo vale anche per le sponsorizzazioni sportive od altro: tot euro al calcio, tot al pugilato, tot alla corsa dei sacchi, tot alla Polizia (senza spiattellare la specifica sugli strumenti acquistati, sic), eccetera eccetera. Che non sfiorano nemmeno lontanamente “le strategie aziendali”, anzi. se si nascondono simili somme elargite, si potrebbe pensare che gatta ci cova.  E alle conferenze stampa, quando si invitano i colleghi giornalisti, che sono titolati -quale cinghia di trasmissione- a rappresentare i cittadini di Rovigo e del Polesine, che pongono legittime domande, se non si ha la coda di paglia, si deve rispondere. Senza ricorrere a un ulteriore errore (el  tacon le’ pezo del buso) quando si è capito di avere sbagliato, e si tenta di riparare. Ma che cavolo c’entrano le “strategie aziendali” se i rovigoti vengono a conoscenza che la benefattrice elargisce in “aiuti e beneficenza” somme tipo alla palla ovale 10 euro, al pugilato 3, al salto in basso 1, eccetere eccetera? Ma anche al tal giornale, per la pubblicità 5, mentre a quell’altro 2 e ad altri 0 ? Presidente, ma mi faccia il piacere, direbbe Totò. Mi auguro e auspico che il Commissario prefettizio, come hanno fatto in precedenza i suoi colleghi, congeli le nomine, come la sua che scade ad aprile. Spetterà al nuovo sindaco di Rovigo, democraticamente eletto, la decisione. Voto 2

Sono oramai trascorsi venti giorni da quando il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, è stato destituito con i voti fondamentali dei consiglieri della Lega Nord. Mentre “i traditori” del Carroccio, non di Bergamin, sono convinti che la sostituzione del segretario Gianantonio Da Re con Nicola Finco, che dovrebbe avvenire in questi giorni, sia la loro ancora di salvezza, confondendo gli uomini con i principi che reggono un partito, l’ex sindaco di Rovigo tace. Un primato, il suo silenzio, da quel 21 febbraio. Ha messo in pratica, molto tardivamente, un precetto molto importante, per tutti ma soprattutto per i politici coscienziosi: “mai l’uomo è padrone di sé come quando tace”. Se lo avesse subito messo in pratica probabilmente sarebbe ancora seduto sulla sua poltrona. Mi auguro, per noi rovigotti che l’abbiamo criticato o osannato, che il suo momentaneo tacere sia una palestra. Parlerà prima con sé stesso, rivisitando i suoi quattro anni da sindaco. Poi, una sua versione degli accadimenti che hanno interessato amministratori e amministrati, credo ci sia dovuta. In attesa Voto 6

Roberto Magaraggia

Rovigo Magazine