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Metterò quotidianamente a disposizione di chi lo desidera spunti, critiche, riflessioni sugli avvenimenti che, volenti o no, subiamo ad opera di altri.

La pagella della settimana

La pagella della settimana

25 marzo 2019

Due le possibilità: lasciare la tavola quando alla politica non servi più. Soldato che si ritira è buono per un’altra battaglia. La seconda, è l’opzione scelta da Paolo Avezzù. Storico e conosciuto personaggio politico rodigino. Che ha imboccato, come succede nella vita, il percorso discendente. Da sindaco e poi eterno presidente del Consiglio comunale del capoluogo a consigliere comunale, nella migliore delle ipotesi. Furbescamente, avendo ben compreso di non potersi più candidare con sua/e liste a sindaco (rischierebbe di arrivare al primo turno al quarto quinto posto) ha innestato pubblicamente la retromarcia. “Faccio un passo indietro”, ha annunciato alla popolazione tutta. I nemici pensavano che finalmente si ritirasse. Si era invece scordato di aggiungere, al comunicato stampa, che chiedeva di salire sul “Carroccio” della Lega, caricandoci la sua lista “ Obbiettivo Rovigo”. Una mossa astuta, dettata dall’esperienza quarantennale. Che gli darebbe modo di poter usufruire, indirettamente, dei consensi del partito di Salvini e approdare, come minimo a consigliere, nel prossimo parlamentino cittadino. Il riconoscere la realtà, per lui politicamente difficile, è certamente segno di intelligenza. Se l’essere rimasto solo, dopo i vari abbandoni, può essere politicamente angosciante; ma per uno che si professa cattolico, una meta: oh beata solitudine, oh sola beatitudine. Voto incoraggiante 7


“Mentre a Roma si discute Sagunto viene espugnata”. Lo scriveva Tito Livio, uno storico vissuto prima di Cristo, per sollecitare l’esercito romano ad intervenire contro Annibale Barca che stava assediando la città di Sagunto. Oggi accade il contrario. Se a Roma pare stiano valutando lo spostamento del tribunale, a Rovigheto i politici polesani, con i loro partiti, paiono come inebetiti e totalmente assenti. Della pochezza intellettuale e operativa degli eredi di Giacomo Matteotti, Tony Bisaglia e compagnia cantante c’è solo da vergognarsi. Mezzecalzette capaci solamente di rimpinguare i loro bilanci familiari mentre si facevano sfilare negli anni, sotto il naso, la Banca d’Italia, la caserma dei sottufficiali della Guardia di finanza, la Caserma Silvestri, l’Enel, i fondi per le Periferie (Maddalena sic) ed Europei eccetera eccetera. Tra poco sono convinto smembreranno anche l’Azienda sanitaria 18, dividendola per tre, vedrete. Tanto che non meritano di essere citati: hanno prodotto per il capoluogo e il Polesine solo danni. Pare non comprendino gli aspetti qualificanti e si disperdano in bazzeccole. Un appello: tutti i parlamentari, assessori, consiglieri regionali e ai candidati a sindaco, senza tentennamenti, insieme ai rispettivi partiti di appartenenza, inviino urgentemente a Prefetto e Ministero una lettera congiunta chiedendo lo stop a provvedimenti calati dall’alto, senza la condivisione della politica locale. Osserverò per voi, cittadini PD, FI, Lega, 5Stelle, Fdi, Socialisti e Civici, in questi due mesi. Poi inviterò tutti i cittadini elettori, tramite una campagna stampa pubblica, a non votare per chi non si impegnerà in tal senso. Spostare il tribunale a Boara significa uccidere definitivamente la città. Voto sospeso, in attesa. Sarà espresso su partiti e movimenti.

Pare che nel centrosinistra abbiano scovato un personaggio, sconosciuto ai più, da candidare a sindaco di Rovigheto. Parte quindi avvantaggiato, se consideriamo questa caratteristica. Il fatto che quasi nessuno conoscesse Bergamin, rispetto alla notissima Nadia Romeo, è risultata la sua carta vincente, quattro anni fa. Trattasi di un professore universitario, che la sinistra ha già piazzato con successo in vari istituti bancari, dagli interessanti cachet. Il suo impegno, se risulterà eletto, non sarà certamente quello elementare, cioè di fare meglio del suo predecessore. Il compito che invece dovrà affrontare è di emulare Il Figlio di Maria. Un aiutino gli arriva dagli intellettuali sinistrorsi, dai comunisti cattolici e ultimamente anche da Gianni Morandi, che sono certi che “anche Gesù Cristo era di sinistra”. Fin qui nulla di male. Ho già sostenuto che ognuno si crea un proprio Dio, a sua immagine e somiglianza. Delle capacità, del prof. Edoardo Gaffeo non sappiamo, essendoci sconosciuto. Certo è che dovrà giocarsele nell’assegnazione e moltiplicazione delle “careghe” da servire alle numerose guarnigioni di partiti, movimenti, sigle e siglette che lo hanno candidato. Sono in digiuno da otto anni. Dovrà produrre un miracolo, Possibilmente senza commettere “gaffes “. Voto incoraggiante 7


Nel centrodestra regna il caos. Dopo Castelmassa, dalla parte mantovana c’e una piccola località Quatrelle. Si rideva, noi ragazzini sprovvisti di televisione e telefonini, quando ci veniva raccontato ciò che aveva affermato il parroco, quando durante una processioni aveva detto: “mi raccomando chierichetti, mettetevi in fila per quattro”. Erano solamente in tre. Come capirete, ci si divertiva con poco, con niente. A Rovigo, mentre pubblico la pagella settimanale, pare che il partito che gode i migliori pronostici a livello nazionale, cioè la Lega di Salvini, in Polesine e a Rovigo stia dimostrando quello che scrivo da mesi Non è all’altezza. Non aver indirizzato, supportato, accompagnato ma addirittura ghigliottinato l’unico sindaco che avevano in Italia di comune capoluogo di provincia, ne è la risultante. Cui vanno sommati i miseri risultati elettorali conseguiti negli anni. Tutto ciò ha dei responsabili: i dirigenti polesani. I pasticci, combinati in questi giorni, dal commissario Corazzari, incaricato ad individuare “il candidato” alle prossime amministrative di maggio, sono sotto gli occhi di tutti, e nelle cronache dei giornali. Un percorso zeppo di macerie umane, tanto che ha dovuto richiedere aiuto della Protezione Civile. Candidando in extremis il suo capo locale, Monica Gambardella. Entrando però in profondo conflitto con i partner storici del centrodestra, come Forza Italia e C., mettendone in bilico la ricostruzione. Voto 5.

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