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Metterò quotidianamente a disposizione di chi lo desidera spunti, critiche, riflessioni sugli avvenimenti che, volenti o no, subiamo ad opera di altri.

La pagella della settimana

La pagella della settimana

29 aprile 2019

Giulio Cesare amava i tradimenti ma odiava i traditori. Fino all’altro giorno, ultima data per presentare le liste dei candidati alle elezioni amministrative di Rovigheto, c’erano cinque anime in pena, che vagavano, vagavano cercando casa per rispondere “occhio per occhio” all’espulsione dalla Lega di Salvini. Rimediata per aver detronizzato il loro sindaco, Massimo Bergamin. Alla fine è accaduto quello che doveva, e che un“Denti” seppur per-dente, il sesto espulso, intelligentemente ha intuito, chiamandosene fuori. I cinque fuori da tutto e da tutti. Anche la storia insegna: fucilati alla schiena i traditori del Duce; non più rieletti i traditori di Bruno Piva che avevano firmato dal notaio (tranne l’immortale Avezzù definito “Paolino sempreinpiedi”). Ma che pensavano? Che il partito che “li aveva creati” e portati nel parlamentino comunale, con poco più di 250 voti complessivi, li osannasse? Il sindaco dovevano sfiduciarlo altri, assolutamente non loro. Avevano, intelligentemente volendolo, casomai un altra possibilità. Se non concordavano con la linea della giunta, supportata per quattro anni, si potevano dimettere da consiglieri, per far posto ad altri. Questo gesto sarebbe stato certamente molto più efficace. Direi intelligente. Mah… Voto 3

So che il mio pensiero potrà essere criticato, pazienza. In ogni paesino della nostra provincia c’è un monumento ai Caduti. Che vengono, giustamente, definiti eroi, perché sono stati “mandati” inconsapevolmente al massacro, tipo guerra 15-18. Ora si abusa di questo sostantivo “Eroe”, e ciò mi irrita. Ultimo esempio: il neonato che è stato abbandonato dentro una borsa vicino al cimitero di Rosolina. Fortunatamente, qualcuno ha avvertito chi di “dovere”. A scuola elementare, a Bagnolo di Po, il maestro Franchini mi ha insegnato che “dovere” oltre che un compito era sopratutto un obbligo morale. Nell’importante comune basso polesano, allertata è subito arrivata una ambulanza che ha prelevato il pupo e portato in ospedale. Cosa dovevano fare, se non quello che è il loro mestiere-dovere? No, abbiamo trasformato la normalità in straordinarietà. Un “Eroe” l’infermiera, e un fantastico autista che guidava il mezzo che “in pochi minuti” è giunto al pronto soccorso. Ma, scusatemi: una infermiera che doveva fare? Se non il lavoro per cui è retribuita, come fanno migliaia di sue colleghe, santo Iddio. E l’autista? Doveva rallentare, fermarsi al bar per un caffè, o correre come fanno tutti per rientrare il prima possibile, usando anche la sirena, da dove era partito? Voto 4

Il mio giudizio vale per tutti, si chiamino De Caro, Kyenge, Gardini, Caio o Sempronio. Tutti i politici, siano essi parlamentari europei, nazionali, o locali che si fanno vedere, dopo anni di completa assenza dal nostro territorio, solo un mese prima delle elezioni per chiedere il voto, non votateli. Lo ritengo veramente uno sfregio, un insulto all’intelligenza e alla nostra dignità. Voto 3

Mi ha fatto piacere quanto pubblicato dalla nostra categoria, i giornalisti. Di solito si fanno le pulci al mondo intero, come è o dovrebbe essere il nostro dovere. Ma essere venuti a conoscenza, da un’indagine della Federazione Nazionale della Stampa, Inpgi, Usigrai, Agcom e Ordine che circa il 85% delle colleghe hanno subito un qualche tentativo di molestie sessuali dai colleghi maschietti, trovo sia positivo. E’ mettere in piazza anche le nostre spiacevoli verità. Il che non significa annacquare il problema ben sapendo che questo machismo capita in quasi tutti gli uffici, pubblici o privati, nelle fabbriche, e in ogni luogo dove i due sessi convivono. Pare che, invece, sempre dalle statistiche, sia in grande diminuzione nei luoghi deputati, cioè la camera da letto matrimoniale. Voto 8

Stiamo prendendo la “Via della Seta”. La invocano in molti, categorie produttive, nazionali, regionali ma anche rovigote, e anche qualche formazione politica. “La Cina è vicina” è stato un film del regista Marco Bellocchio del 1967, che finisce come doveva finire tra un maoista e un trasformista, fratelli coltelli. Non sarebbe male, ma esagero, sia chiaro, se per tentare di esportare nostri prodotti, nel grande Paese che conta un miliardo e quattrocento milioni di abitanti, importassimo alcune “abitudini” che sicuramente ripulirebbero questa nazione oramai infetta fino nelle ossa. Pena di morte prevista in Cina: evasione dalle imposte e frode fiscale. Basterebbero solo questi due reati per risanare le casse statali. Poi corruzione, fatture false, appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di sigarette, bigamia, gioco d’azzardo, prostituzione, rivendita di ricevute Iva e altri reati ancora. Nel 2022, una volta adottate queste misure, probabilmente la nostra popolazioe diminuirebbe di un milione. Voto 7

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