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La pagella della settimana

La pagella della settimana

 
3 giugno 2019

Se fossero vere le mie intuizioni e le voci “raccolte” tra influenti miei conoscenti, non polesani, Matteo Salvini non verrà a Rovigo per supportare lo sforzo della candidata di centrodestra Monica Gambardella, che domenica 9 giugno se la vedrà al ballottaggio con Edoardo Gaffeo per conquistare la poltrona di sindaco di Rovigheto. Nonostante passerà nella vicina Ferrara per dare una mano al candidato leghista approdato al ballottaggio. Pare non abbia ancora digerito lo sgarro, lo scorno, soprattutto dei leghisti rovigotti, di chi cioè ha voluto con la firma detronizzare un anno prima Massimo Bergamin. L’unico sindaco di comune capoluogo che aveva in Italia la Lega. A quel gruppetto di leghisti ora espulsi, e che stazionavano al bar Dersut, davanti alle poste, che spera ancora di essere reintegrato dal nuovo segretario nazionale della Lega, che verrà designato tra poco al posto di Da Re eletto europarlamentare, consiglierei di mettersela via. Voto 4


Hanno avuto un genitore importante. E si sa che l’imprinting, soprattutto nell’eta Evolutiva, si fa sentire. Sono due, sorella e fratello, che si vogliono bene. Anche se, come accade, a livello caratteriale sono estremamente diversi. Smentendo però gli studi dell’epidemiologo dell’università di Oslo che, dopo aver studiato ben 250.000 casi, attribuiva al primo nato un quoziente intellettivo di 2,3 punti superiore al secondo. Annalisa ed Eugenio Boschini, una giornalista, l’altro ingegnere viaggiano su due corsie parallele. Collezionando importanti ruoli pubblici. Eugenio, due volte sindaco del suo Comune, Castelmassa, è al vertice nel Consorzio Smaltimento RSU, dove lavora; Annalisa è dirigente dell’ufficio relazioni pubbliche e comunicazione dell’Ulls 5 polesana. Lei, ha da poco dato alle stampe, editore Apogeo, una raccolta dal titolo: “Le reggitrici”, donne d’acqua, donne di fiume. Incentrata su racconti di figure femminili, centrali, che “reggono” appunto, in quanto perno centrale di mogli e madri, le sorti di una famiglia. Una serie di episodi che si sviluppano attorno al grande fiume, il Po. Caro ad un’altro grande giornalista e scrittore della Bassa, Giovannino Guareschi. C’è attesa per la presentazione, che si celebrerà a Rovigo il 21 giugno, a Palazzo Roncale. Voto 8


Tra sette giorni sapremo chi sarà il nuovo sindaco di Rovigheto. Da osservatore ho avuto il privilegio di catturare da lontano, quindi oggettivamente, lo svolgersi della campagna elettorale, che si concluderà domenica. E di isolare quelli che, naturalmente dal mio punto di vista, sono stati degli errori compiuti dai candidati alla poltrona di primo cittadino. Proprio per il rispetto dovuto a chi ha vinto e chi ha perso, mi astengo ora dal commentare, per non influenzare gli elettori.  Non posso però non rimarcare due aspetti che potrebbero avere peso sui votanti, rimarcati sulla stampa ieri, domenica 2 giugno, festa della Repubblica. Guido Turchetti, candidato con Ezio Conchi nella lista Cambia Rovigo ha preso posizione e si è dissociato, lasciando il gruppo. Motivo? Nella loro riunione del 28 maggio, dopo il primo turno, ha inteso che la squadra cui aveva aderito ha “tradito” i propositi per cui era nata, ovvero autonomia rispetto ai partiti. Pare che abbia prevalso la solita capriola, vecchia come il cucco, cioè si sia dato il via a “…apparentamenti, sostegni interni ed esterni, accordi ante e post il turno di ballottaggio…” , secondo il noto professionista, in netto contrasto con le virginali proposte elettorali. Caro Turchetti, i propositi dei politici, i giuramenti di mantenere certi propositi non hanno fissa dimora, vivono come sempre in camere d’affitto. Altra gaffes politica, che potrebbe costare consensi, oltre all’immagine, si sarebbe consumata dai sostenitori del candidato Gaffeo “,,,a sua insaputa,,,”. Aver occupato abusivamente le vetrine della sede elettorale della candidata Silvia Menon. Non solo stazionandovi dinnanzi, ma soprattutto appiccicandovi sopra i vetri i manifesti. Sede che, come ha pubblicamente fatto sapere Marco Bonvento, portavoce della Menon, è a loro esclusivo uso fino all’11 di giugno. Puntuali le scuse di Gaffeo. Che ha attribuito “…l’iniziativa sbagliata intrapresa da un singolo…”. Credo che i candidati dovrebbero fare molta attenzione a certi sostenitori: quel “singolo”, se riesce a toglierselo di torno gli sarà di grandissimo giovamento. Eviterà probabilmente ulteriori problemi. Voto 4


Ieri si è concluso il centoduesimo giro d’Italia. Gli amanti delle due ruote sanno perfettamente che si corrono meno rischi quando si affronta una salita piuttosto che una discesa. Conoscono altrettanto chiaramente l’ansia che attanaglia il fuggitivo rispetto all’inseguitore. Un po’ quanto sta accadendo a Rovigheto prima del ballottaggio di domenica prossima. Dove una Alfonsina Strada (unica donna nella storia a partecipare al Giro), nelle vesti di Monica Gambardella del centrodestra (sarebbe, se eletta, la prima donna sindaco) è in fuga con 3.500 metri di vantaggio. Rincorsa dal Vincenzo Nibali del centrosinistra locale, Edoardo Gaffeo. Anche per la “corse elettorale” valgono importanti regole. Si vince se la squadra fa il proprio lavoro a supporto del leader, dalla prima all’ultima tappa. Secondo: fondamentale un ottimo direttore tecnico che disegni, tappa dopo tappa, le strategie che si debbono adottare, evitando fughe inutili, gregari che invece di onorare il ruolo insidiano quello della maglia rosa, eccetera. Ma anche valutando e suddividendo le provviste che vengono puntualmente distribuite agli atleti in base alle energie richieste dal percorso. Insomma una battaglia che corrono in tanti, non solo il caposquadra. e che influisce molto sul risultato finale. Vi sembrerà strano ma, quello che osservo, oggi 3 giugno, sul percorso dell’ultima tappa che porterà verso il traguardo di domenica è che vi sia una sola quasi squadra, dietro un corridore. La storia dovrebbe essere maestra di vita. Ricordo la vittoria di Fausto Merchiori su Paolo Avezzù, una quindicina di anni fa, per 12 voti di scarto, ridottisi a sette dopo il ricorso al TAR. Seppi poi che Graziano Azzalin telefono’, il giorno del ballottaggio, a due anziani che si erano recati in ferie, a Rosolina Mare. Segnalazione che gli era stata fornita dai rappresentanti di seggio, che piantonavano per tutta la giornata i seggi, controllando chi andava a votare e chi no. Graziano parti con la sua auto e andò a prelevarli, per poi riaccompagnarli. Due voti, direte, che dimostrano però modi diversi di affrontare le sfide. Voto 8


I più navigati, politicamente parlando, hanno scoperto a cosa servono le gigantografie che ritraggono i due contendenti alla poltrona di sindaco. A nascondere dietro le loro facce personaggi della loro cerchia che hanno invece profili indigestibili. Se prevarrà uno si scateneranno immediatamente le critiche verso l’altro, il soccombente, cui verranno addossati gli errori compiuti, le scelte non fatte eccetera. Come accade sempre, diverranno il capro espiatorio di tutto e di tutti. Voto 7 

Vi sono due domande, a mio avviso molto importanti, che non sono mai state poste ai due contendenti il ruolo di sindaco del comune di Rovigheto. Importanti perché riflettono il sentire di argomenti molto dibattuti, anche dai rovigotti, in questi ultimi tempi. Mi auguro che almeno uno dei partecipanti al confronto pubblico Gambardella-Gaffeo, che si svogerà martedi al salone del grano della Camera di commercio, si alzi in piedi e ponga queste domande. Prima: “Quali sono le decisioni che adotterà nei confronti degli extracomunitari irregolari che sono nel nostro comune? E verso l’immigrazione quale sarà il suo atteggiamento”? Seconda: “Cosa ne pensa della legittima difesa appena varata dal governo? Fanno bene o male, i rovigotti, a difendersi da eventuali ladri o malfattori che dovessero entrare nelle loro abitazioni muniti di qualche arma”? Voto 2

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