Benvenuto su Rovigo Magazine

Metterò quotidianamente a disposizione di chi lo desidera spunti, critiche, riflessioni sugli avvenimenti che, volenti o no, subiamo ad opera di altri.

Il travaso delle idee

Il travaso delle idee

7 novembre 2019

A Rovigheto c’è un sosia acchiappavoti di “Matteo Salvini”, un Matteo, però assai diverso. Da principi e ideologie opposte. Ma che però adopera più o meno lo stesso metodo per accaparrare consensi. La “ tecnica Salviniana “ è talmente elementare che solamente certi intellettualoidi di sinistra, quelli, per capirci che vogliono i porti aperti, le borse degli aiuti pubbliche a disposizioni di questa gran massa di disperati (scuole, case, ospedali, eccetera gratis) ma che in gran parte hanno abbandonato i problemi delle periferie, degli operai, per racchiudersi nel centro, a Capalbio eccetera, vivendo con stipendi buoni se non ottimi, sposano, ma solo a parole. Non credo che sborsino cinque miserabili euro quando, davanti ai supermercati, trovano ragazzi di colore, “ i fratelli” che chiedono un aiuto. Il popolo, quello che credeva fino a qualche decennio fa nei partiti della sinistra, li ha da tempo abbandonati. E non li vota più, perché non solo li ha “ denudati” tramite l’informazione ma non li incontra più da anni nelle strade, nelle piazze, e nemmeno nelle sezioni di partito. Sono divenuti élite. Mentre Salvini non fa altro: passa a tappeto tutti i paesi e paesini di ogni Regione ove si vota; in ogni piazza dice sempre quelle quattro battute che colgono la pancia senza poi tradurle in realtà (vedi accise sulla benzina che aveva promesso di togliere subito, vedi i 700.000 clandestini che aveva giurato che sarebbero stati subito rimpatriati eccetera). Ma ha capito che basta fare un selfie, stringere mani sudate, sorridere, promettere, e il voto è assicurato. Si torna in famiglia, si fanno vedere le foto a parenti e amici, si condividono con tutti perché sono divenuti “amici” di quello importante che in quel momento vedono apparire su tutte le televisioni. Tutto qui direte? Certo. Matteo Masin, sinistrorso in tutto, pratica nel suo piccolo regno, Granzette, la stessa tecnica. Non di andare nelle famiglie a parlare di Marx, Lenin, Berlinguer eccetera. No: va regolarmente a salutarli, li aiuta a fare la spesa, a compilare i bollettini, a consigliarli per risolvere questioni burocratiche eccetera. Sempre disponibile e presente. E il voto è assicurato.

Letto ieri sulle fiancate di un tram a Napoli: un matrimonio senza sesso è come una casa senza cesso.

wp_7159742